MANIPOLAZIONE DI CULTURA di Fabio Mauri

Mauri

Sabato 27 gennaio alle ore 11:00, in concomitanza con la Giornata della Memoria 2024
presso lo spazio Clip del Liceo Artistico “A. Frattini” verrà inaugurata la mostra “Manipolazione di cultura”, opera di Fabio Mauri composta da una cartella di quindici stampe.
La mostra sarà visibile fino al 24 febbraio; in questo periodo i docenti potranno liberamente accompagnare le proprie classi. La prof.ssa Canavesi sarà a disposizione per eventuali approfondimenti.

FABIO MAURI
dal 27 Gennaio al 24 Febbraio 2024
In concomitanza con la Giornata della Memoria 2024, lo spazio CLIP del Liceo Artistico Angelo Frattini diVarese presenta una versione completa dell’opera “Manipolazione di cultura” di Fabio Mauri.
L’opera di importante valore storico e artistico, è stata realizzata tra il 1971 e il 1973 e poi edita in versione di libro nel 1976.
La cartella in mostra, con tiratura in 125 copie, è composta da 15 stampe fotografiche con interventi personalizzati. Le tavole sono divise in tre parti: immagini tratte da fotografie originali in cui si ritraggono scene reali di accadimenti riferiti a nazisti e fascisti; una zona monocroma nera che censura una parte dell’immagine; una didascalia descrittiva dell’azione svolta, in italiano e tedesco.
Come in altre opere dello stesso periodo, la ricerca di Fabio Mauri, si concentra sull’analisi e comprensione del problema dell’ideologia, quindi dei valori orientativi e programmatici che determinano un gruppo sociale, un sistema di idee specifico con il valore di dottrina e le sue ricadute sul sociale. Senza commenti personali sulle immagini, ma soltanto descrivendo l’azione dell’immagine, l’artista obbliga il fruitore a
prendere consapevolezza dei fatti successi, facendo inoltre notare come fosse incontestabile la convinzione di queste persone nel sostenere le loro azioni. Di conseguenza è ancora più “visivamente leggibile” percepire la potenza manipolatoria delle immagini e la loro capacità di saper influenzare masse e culture.
La zona nera, che potrebbe essere il commento etico di Mauri, funge quasi da censura su una parte dell’immagine, come uno schermo nero, omogeneizza idealmente il male facendolo diventare definitivamente oscuro. Un’oscurità che non ha sempre la stessa forma, a volte è più grande, a volte più piccola ma solo visivamente; un’oscurità che diventa ritmo, che si fa notare e in qualche modo ci allerta. Il suo lavoro si è caratterizzato anche come un’opposizione intellettuale alle problematiche del fascismo e del nazismo, attraverso una sua rappresentazione quasi teatrale, mediatica, per interrogarsi sulla capacità della cultura di fare i conti con il male assoluto, ad esempio con l’inferno reale di Auschwitz. Il filosofo Adorno scrisse se era ancora possibile la poesia dopo Auschwitz… Mauri propone, attraverso un linguaggio sensibile, con il linguaggio dell’arte, una riflessione attorno ai totalitarismi del novecento, al potere invasivo, contro l’anestesia morale e l’oblio, contro il perseverare del male. La storia non si dimentica, e non si deve dimenticare.


A cura di Claudia Canavesi


FABIO MAURI. Artista e scrittore italiano (Roma 1926 - ivi 2009). È considerato uno degli artisti italiani più importanti del dopoguerra. Ha affrontato con modalità espressive diverse (dalla scrittura alla pittura, dall'installazione alla performance) tematiche legate in particolare alla comunicazione e ai modelli comportamentali, analizzandone i risvolti politici, sociologici e ideologici. Ha fondato la rivista Il setaccio (1942) con Pier Paolo Pasolini, con il quale ha collaborato anche alla rivista Officina (1959). Gli anni giovanili, segnati dalle vicende della guerra e del fascismo, sono vissuti anche attraverso crisi psichiche, esperienze religiose e un intenso impegno sociale. Nel corso degli anni 1944-74 ha lavorato presso l'editore Bompiani, dirigendo dal 1958 la sede di Roma. È stato tra i fondatori della rivista Quindici (1967), con Umberto Eco, Edoardo Sanguineti. Gli sono state dedicate mostre in importanti gallerie private e musei. Si ricorda la sua presenza a più edizioni della Biennale di Venezia e nella rassegna Documenta a Kassel.

https://www.fabiomauri.com/

Il Liceo ringrazia Fermo Stucchi dello Spazio Danseei di Olgiate Olona per la collaborazione e la gentile concessione della cartella.

Allegati

Mauri_CLIP 2024.pdf